Penso alle grandi biblioteche e al loro odore sepolcrale di carta invecchiata, alle copertine rovinate e rugose, ricoperte di plastica dilatata e squarciata, le pagine ingiallite e quel romantico mistero che avvolge ogni volume. Penso al peso di tutte quella carta e inchiostro, ai mobili inclinati, distorti e dirottati dal carico della cultura. Librerie immense e infinite, come cimiteri viventi o parcheggi in affitto, versi in libertà vigilata. C’è qualcosa di magico e meraviglioso.
Penso agli anni che passano e all’inesorabile destino dei vinili, delle musicassette, e dei videoregistratori VHS. Penso che iTunes si sia portato via molto più di oggetti storici, credo che in realtà abbia strappato altre cose della quotidianità, come gesti, piaceri, contatti fisici e manie. In cambio ha lasciato leggerezza e velocità. Ha concesso spazio alle mensole e alle vetrine di casa, ha imprigionato l’usura e l’invecchiamento degli oggetti, dando loro l’incantesimo dell’immortalità.

Ho sempre creduto che anche i libri, quelli di carta, quelli che ingialliscono e puzzano di vecchio, quelli analogici, ho sempre creduto che alla fine ce l’avrebbero fatta a salvarsi. La difficoltà di leggere sugli schermi digitali non avrebbe mai vinto la morbidezza e la neutralità dell’inchiostro su carta. Ho sempre creduto.
Poi per una serie di imprecisi e improvvisi motivi, avvenimenti, tecnologie, ho scoperto questo Kindle. Un quaderno in cui è possibile incollare migliaia di storie e di romanzi, un taccuino senza pagine, con una sola lastra che non emette luce e non aggredisce la vista. E pesa poco più o meno come un iPod. Centinaia di libri in 170 grammi, 16×11 cm, meno di 1 cm lo spessore. 170 grammi. Inchiostro elettronico.

Inchiostro come? Elettronico. Roba da uscirne pazzi. Si risparmia spazio, fantastico, e si risparmiano anche tanti soldi, visti i prezzi dei libri virtuali che costano molto bene di quelli stampati. Pazzesco. Si risparmia carta, e Greenpeace ringrazia. Si risparmia praticamente su tutto, anche sul fascino di avere una bella libreria polverosa e ingiallita in casa, bellissima e poderosa. Si risparmia sulla magia delle librerie, con i librai geniali che hanno letto milioni di volumi e sanno consigliare, con loro si parla di cose straordinarie, di storie e nazioni, romanzi e viaggi, terre dimenticate dalle agenzie turistiche e dagli orizzonti comuni. Con i librai si parla di tutto l’universo narrativo. Con un Kindle risparmio proprio su questo universo. È questo il mio problema.

Ci penso di continuo e mi tormento. Sono tentato a comprarlo, anche solo per provare e dargli una possibilità. Sono tentato a rincorrere Moby Dick assieme al Capitano Ahab anche su di un libro che non ingiallisce, per vedere se anche in esso si riesce a sentire l’odore degli oceani e le grida dei marinai.

5 commenti
  1. OpheliacRock
    OpheliacRock dice:

    Ahahaha, come ti capisco! Un mio amico lo ha preso di recente e gli piace e si trova comodo, da quel che ne so.
    Comunque, sono intenzionata a comprare un Kindle in particolare per non dover spendere decine di euro per i libri che raccolgono poesie giacché si finiscono subito.
    Chissà…

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    • bertozzi1011
      bertozzi1011 dice:

      io idem, sto spendendo un patrimonio in libri e non ho + spazio in casa….
      alcuni di quelli che non leggo + li sto regalando…

      Rispondi
  2. RycaRebel
    RycaRebel dice:

    Maledetto. Quasi quasi stavi per convincere anche me.
    Sono tentata. Ma non credo lo comprerò mai.

    Il fascino di quella libreria di cui parli è insostituibile.
    E amo vivere in mezzo alle pagine con la matita alla mano e quell’odore nelle narici.

    Non lo fare!

    Rispondi

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  1. […] che ho comprato è stato un classico: Il Ritratto di Dorian Gray. Ho cominciato subito a soppesare le differenze tra le pagine digitali e quelle cartacee e, la prima cosa che mi è venuta a mancare, è stata l’odore. La seconda lo strofinarsi delle […]

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