Piero

Piero ha da poco compiuto 90 anni. Tutti gli augurano di arrivare a 100 ma lui non è sicuro di volerlo fare. È lucido e in buona salute, ha ancora solide gambe e molta forza nelle braccia. È solo stanco. La vita lo ha messo a dura prova, gli ha dato tante sberle e ha continuato a dargliene fino qualche inverno fa. Ora sembra essersi calmata, o è lui che non sente più il dolore. Ha vissuto la povertà e la fatica, scavato la terra con le mani, perso la moglie e sepolto un figlio.

Racconta storie di una volta, come fanno le persone sopra una certa età, e parla spesso di quando non c’era la luce elettrica e che di un cellulare, oggi, non sa cosa farsene. Ogni domenica va a messa e quando torna, a piedi, tutto solo, biascica qualcosa, parole impercettibili. Forse prega, o bestemmia, o parla con sé stesso. Ha molti motivi per fare ognuna di queste cose. Ad ogni modo, lo fa senza disturbare. È diventato mite e silenzioso, piegato dagli anni e dalla violenza degli eventi.

Qualche anno fa mi ha raccontato di aver visto un grande albero, un castagno vecchio quasi quanto me, ha precisato. E si è seduto alle sue radici, appoggiando la schiena al tronco e distendendo le gambe sulla terra cruda. Voleva solo riposarsi, perché ad un certo punto della vita non ti addormenti più, mi ha confessato, e con quegli occhi lucidi che hanno tutti gli anziani, che non capisci mai se stanno piangendo oppure no, mi ha guardato con stanchezza e miseria.

Purtroppo le parole precise non le ricordo, ma ha parlato di qualcosa che ha a che fare con il male della vita, che in quel momento, all’ombra di quel castagno, se n’era andato. O forse lo aveva perso di vista, e lui avrebbe voluto restare lì per sempre.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.