IGTV

Le Instagram stories ci hanno stregato, incantato e, in un certo senso, pure fregato. Ognuno avrà le sue ragioni, ma penso che a fare la differenza sia quel senso di leggerezza, fragilità e disinvoltura che attribuiscono ad ogni istante. Come se i ricordi e le classiche fotografie fossero pesanti e goffi rispetto alle stories, apparentemente più preziose e spensierate. Ma non voglio cadere nel contesto sociologico. Voglio parlare di forza di gravità, perché Instagram l’ha sfidata e la sta affrontando con determinazione (ottenendo qualche primo risultato positivo). Procedo per gradi.

IGTV non è un progetto passeggero, non è una fase beta di qualcosa, ma è una vera e propria visione, una strada che condurrà verso il futuro imminente di Instagram. Ancora è presto per dire se sia una sfida a Netflix o a YouTube, o meglio, non penso si tratti di questo (anche se ci sono parecchi presupposti per pensarlo). Penso che sia una nuova forma di intrattenimento, che potrebbe prevedere “accrocchi” e tecnologie da integrare per migliorarne la fruibilità. Perché diciamocelo, l’idea di guardare un documentario di 50 minuti in verticale non è che ci faccia proprio impazzire. Anzi, la sola idea potrebbe quasi darci fastidio. Ed è propio questa la sfida: farci abituare ad un nuovo formato. Non sembra così impossibile, per le stories c’è riuscito alla stragrande, per video di lunga durata sarà un po’ più complicato ma, dannazione, perché non provarci? Ricordiamoci inoltre che di tutti i social media, Instagram è quello che nell’ultimo anno è cresciuto di più, con uno stellare +22% (fonte: Franz Russo).

Formato orizzontale VS formato verticale

Qui sorge una domanda: perché gli smartphone sono pensati per essere impugnati in verticale? La risposta, come avrai intuito dal titolo di questo post, è la forza di gravità. Solitamente sosteniamo uno smartphone con una sola mano, e lo facciamo impugnandolo alla base; se lo ruotassimo di 90 gradi, tenendolo cioè in orizzontale, questo tenderebbe sempre verso il basso, facendoci percepire l’attrazione gravitazionale. Ci sembrerebbe scomodo e pesante. Ecco dunque perché viene pensato e progettato in verticale. Poi certo, possiamo ruotarlo, e guardare film su Netflix per ore, ma dovremmo sorreggere il dispositivo con due mani per tenerlo in orizzontale. Scomodo, vero?

Lo smartphone in orizzontale è scomodo

IGTV cerca di scavalcare tutto questo. Vuole tenerci incollati davanti al monitor verticale del nostro device. Ma noi, domanda, riusciremo a guardare video così lunghi in verticale? O meglio, perché la cosa ci sembra complicata? La risposta è sempre la stessa: è colpa della gravità. La questione è perfettamente spiegate nella nostra costituzione fisica e nella nostra biologia.

L’uomo ha due braccia, due gambe e due occhi proprio a causa della forza di gravità. La simmetria del corpo bilancia il nostro peso. E la stessa cosa vale per tutti gli animali, che sono tutti simmetrici.

La coda, ad esempio in un cane o in una scimmia, sta sempre al centro del corpo, per una questione di bilanciamento. Stesso discorso per la pinna dorsale di uno squalo. Gravità e bilanciamento. Ma questo è solo l’inizio.
Gli occhi, e in particolare gli occhi degli esseri umani si trovano uno accanto all’altro lungo un asse orizzontale. Questo permette all’uomo di avere una precisa ampiezza della vista, un preciso layout da cui mettere a fuoco il mondo. Un layout in cui la base è uno dei due lati più lunghi, come si vede nell’immagine.

Il campo visivo risente della forza di gravità

Se i nostri occhi fossero posizionati uno sopra all’altro, lungo un asse verticale, la nostra vista sarebbe molto differente. Ci riuscirebbe molto più complicato vedere cosa ci accade a destra e sinistra, ma vedremmo meglio cosa accade sopra e sotto di noi.

Questo spiega perché i monitor di computer e TV sono rettangoli i cui lati orizzontali sono più lunghi di quelli verticali. Per lo stesso motivo, le presentazioni di progetti grafici o architettonici, vengono spesso impaginate in fogli orizzontali, e non nei classici A4 verticali:

il formato orizzontale è più gradevole da un punto di vista visivo.

Pure lo schermo del cinema è orizzontale. Ma anche quadri e fotografie sono storicamente più popolari nel formato orizzontale, fatta eccezione per i ritratti, che solitamente sono in verticale (chiamato anche formato ritratto, appunto).

Video “responsive”

Nel febbraio dell’anno scorso, Luca Pianigiani ha pubblicato un interessante post su Jumper, con il brillante titolo L’inquadratura verticale ci porta nel futuro, vi spieghiamo perché.

L’autore illustra un brillante esempio di uno short film realizzato per H&M in formato orizzontale ma studiato per essere visto correttamente anche in altri formati, come quello quadrato, il 4:3, il formato per iPad e ovviamente quello degli schermi presenti nelle vetrine dei negozi H&M (piuttosto insoliti). Il regista Wes Anders (mica uno scemo a caso), ha pensato in ottica responsive ed il suo video si “adatta” ad ogni dispositivo (in realtà non cambia forma o dimensione come una vera immagine responsive, ma viene tagliato agli estremi laterali, tuttavia il concetto è lo stesso del responsive design: adattarsi ordinatamente ad ogni schermo.video responsive per H&M

In fondo è questo che dobbiamo fare: diventare responsive, abituarci al cambiamento e adattarci ad esso sempre più velocemente, sia nel modo di scattare foto o girare video amatoriali, sia nella modalità in cui osserviamo film, animazioni e quant’altro. Adattarci. Un po’ come in molte situazioni della vita.

Per concludere

La sfida attuale di Instagram TV è proprio quella di abituarci a vincere la gravità e a farci “rispondere” e “reagire” al nuovo formato. Chi produce i contenuti, invece, dovrà tenere conto anche della qualità dei video, perché intrattenere per qualche secondo o per un paio di minuti è relativamente facile. Farlo per 40, 50 o 60 minuti è tutt’altra cosa.

Potrebbe addirittura nascere un nuovo modo di filmare, o perché no, anche una nuova tecnologia, una nuova camera o vai a capire quale altra diavoleria. Di sicuro, nascerà un nuovo modo di pensare e di vedere (come già dimostrato da H&M).

Quello che è certo, trascorreremo molto più tempo su Instagram. Poco ma sicuro. E in fondo è questo l’obiettivo ultimo di IGTV. È sempre una questione di tempo, perché il tempo è la più forte moneta di scambio. E questa non è una metafora.

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