Parole che fanno male

Alla scorsa edizione del Web Marketing Festival ho parlato di scrittura inclusiva, body shaming e termini fuori luogo. Ho spiegato che molti pregiudizi, luoghi comuni e battute fuori luogo provengano da una cultura ancora fortemente radicata in noi. Quale cultura? Quella in cui si potevano infilare termini come “frocione” e “buzzicona” nei film, la stessa che forgiava precisi modelli di corpo e pensiero e si permetteva di deridere chi non rientrava in quei canoni, in quelle misure, in quell’orientamento.

Ecco, ero indeciso se discuterne o meno, perché tanti colleghi ne hanno già parlato, e anche bene. Insomma, non volevo essere l’ennesimo speaker a trattare questo tema, ma a giudicare dalla triste sviolinata di questo articolo di Rolling Stone penso che ancora non se ne parli abbastanza. Nello screenshot qui sotto riporto la pessima affermazione della nota rivista a proposito della vincitrice di X-Factor 2020.

E chi è la vincitrice di X-Factor 2020?

Si chiama Elisa, in arte Casadilego. Ha una voce incredibile, che piaccia o non piaccia una cosa è certa: canta mille volte meglio di quelli che la criticano. È una ragazza formosa, formosa come le nostre veneri, a partire da quella di Botticelli.

Rolling Stone si aggrappa proprio a questa caratteristica nella triste frase

“Vorremmo dire che potrebbe diventare la nostra Adele, ma abbiamo paura che qualcuno ci accusi di fare body shaming”.

Il fatto è che scrivendo questa frase, lo stanno già facendo eccome. E lo fanno sia con la nostra Elisa che con Adele, riferendosi alla formosità del corpo e alla qualità della voce. Ma dicevo, chi è la vincitrice di X-Factor?

Lei. Ascoltatela.

Ecco, quindi, parliamone di più. Ricordiamo che le parole possono ferire, e parecchio. Possono umiliare, deridere, escludere. Ce ne rendiamo conto? Prestiamo la giusta attenzione?

Abbiamo il dovere morale di lasciarci alle spalle quella cultura medievale piena di luoghi comuni, pregiudizi e termini fuori luogo.

L’inclusione è una cosa seria, e può essere di genere, colore, orientamento sessuale, pensiero. Questo è il momento in cui dobbiamo imporci, perché qualcosa di grande è già stato fatto ma abbiamo ancora molta strada davanti.