Leggere Galilei

Sto leggendo Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei. Una lettura piuttosto complessa che ho rimandato per troppo tempo. Mi ha sempre intimorito l’idea di leggere un trattato scritto in un linguaggio antico, ma a pensarci bene rimane comunque più semplice di molti testi in inglese presenti nella mia libreria.

I periodi sono lunghi, a volte lunghissimi, e la punteggiatura è disposta in un modo che oggi sarebbe da penna rossa; eppure riconosco una forma di gentilezza e precisione che mi tiene incollato alle pagine.

Ad esempio, l’introduzione dedicata al lettore, che si chiama, appunto, Al discreto lettore, inizia così:

Si promulgò a gli anni passati in Roma un salutifero editto, che, per ovviare a’ pericolosi scandoli dell’età presente, imponeva opportuno silenzio all’opinione Pittagorica della mobilità della Terra.

Bisogna farci un po’ l’orecchio e riscoprire la pazienza della lettura approfondita che abbiamo perso con la lettura sul web, più visiva e veloce, o barbara, secondo Baricco.

Un trattato scientifico e filosofico

Il libro è scritto sotto forma dialogica: tre personaggi discutono di scienza, filosofia, storia, e si battibeccano con formule e figure geometriche. È una lite educata e colta. Quasi elegante.

In più di un’occasione ho dovuto prendere carta e penna per disegnare le linee e le forme discusse dai tre protagonisti, ma mi rendo perfettamente conto che per confutare il sistema tolemaico-aristotelico a favore del sistema copernicano, qualche “schemino” diventa necessario.

Quindi non lo si può leggere con superficialità, o ascoltando la musica, o con la TV accesa. È necessario restare concentrati, mica semplice. E dicevo,

mi sono trovato impreparato, come se non fossi più capace a svolgere una cosa alla volta, una soltanto.

È un po’ come ascoltare un disco dall’inizio alla fine, seduto sulla poltrona e senza fare altro. Un gesto che tanti anni fa mi risultava naturale e oggi pare impensabile. Ecco, sto riscoprendo qualcosa di simile. Ma con un libro. Una lenta acrobazia.

Trovo importante scriverne per recuperare la stessa lentezza anche in questo gesto antico e mai passato di moda. Scrivere.