Pagina 404: l’errore più creativo del web

Come da nome, in una pagina 404 ci si imbatte per errore, ma non è una disgrazia. Si tratta di una svista, di un link sbagliato, un refuso, una dimenticanza, cose del genere insomma. Niente di grave, dicevo. 
Quello che più conta, però (e figurati se non ti infilavo un però), è personalizzare la pagina di errore 404 del tuo sito. Anche questo spazio deve essere ben curato affinché diventi utile per chi naviga: ci si resta sempre un po’ con la smorfia quando davanti agli occhi ci si presentano scritte terribili e anonime come
  • sorry, this page cannot found;
  • pagina di errore 404:
  • spiacenti, questa pagina non esiste, ora mi metto ad urlare.

È bene ricordare che non tutto il popolo del web conosce il significato di errore 404, quindi, invece di scrivere frasi come quelle riportate poco fa, o di lasciare il messaggio preimpostato di molti CMS, beh, diamoci da fare: aiutiamo chi naviga a trovare quello che cerca, facciamo sentire la nostra presenza e percepire la nostra identità anche in questa paginetta.

Pagina 404: le basi proprio

Partiamo dall’ABC, sarò brevissimo, giuro. In una 404 ci si può capitare solo in due casi: per sbaglio o volutamente. Puoi capitarci per sbaglio cliccando ad esempio in un banner, in un pulsante, un link, un’immagine, una call to action o qualunque diavoleria che contenga un collegamento ipertestuale.
Puoi capitarci volontariamente perché la cerchi, e questa è una cosa che riguarda soprattutto gli addetti ai lavori della comunicazione. Tipo me, per dire.

Non sai come trovare la pagina 404 di un sito web?

No problem, è una cavolata: clicca sull’URL della pagina, aggiungi uno slash (lui: /) e scrivi qualcosa a caso, tipo dehdgeg. Sul mio sito web, ad esempio, prova ad aggiungere dei caratteri casuali al dominio, tipo www.davidebertozzi.it/blablabla, ed eccoti nella mia pagina di errore 404.

Quello nella foto è il mio cane, Milo. Chi mi conosce o mi segue sui canali social avrà visto almeno un milione di foto di Milo. Lui è parte della mia quotidianità e della mia identità sia personale che professionale.

Comunque: concentriamoci sulla mia pagina di errore 404. Ok Milo, va bene, la sua foto serve solo per rendere il tutto un po’ più dolce. In fondo, se capiti involontariamente nella mia 404 in realtà cercavi qualcos’altro, quindi in qualche modo devo chiederti scusa o tentare di strapparti un sorriso. E per riuscire in questo penso che il musino del mio cane sia perfetto. Non trovi?

Analizziamo però gli altri elementi: testi e pulsanti. In particolare:

OPS…
La pagina che cerchi non esiste più, ma niente panico:
Milo è pronto a correre in tuo soccorso e ad accompagnarti alla home page.

E sotto, il pulsante con un micro testo dolce e coccoloso:

Il pulsante Segui Milo è un modo gentile di invitarti a visitare la Home Page per ricominciare la tua esperienza sul mio sito web. Più sotto, poi, trovi invece questo testo:

Cercavi qualcosa in particolare?
Prova ad usare l’icona di ricerca (la trovi in alto a destra) o a scrivermi una email, ti aiuterò a trovare quello che cerchi.

Qui ci sono due inviti all’azione che ti aiuteranno a trovare quello che stai cercando. Puoi provarci tu, in autonomia, o puoi usare il secondo pulsante, Scrivimi, per inviarmi una email.

In questo modo cerco di mantenere il contatto con te, con il pubblico. Ed è quello che dovremmo fare nella nostra 404, mantenere il contatto, non lasciare scappare invano un visitatore. È nostro dovere fare bella figura, sempre.

Ok, ma come si progetta una pagina 404?

Non devi per forza avere un cane per trasformare una pagina di errore 404 da anonima a utile. Puoi seguire diverse strade creative, qui trovi le 3 che preferisco (in alcune c’è anche il mio zampino, con altre invece non ho nulla a che fare, ma le trovo grandiose):

  1. sfruttare gli aspetti negativi;
  2. sfruttare una caratteristica del brand;
  3. proporre un’azione alternativa.

Partiamo dalla prima.

1. Sfruttare gli aspetti negativi

Ho recentemente collaborato alla progettazione del sito web di Enea Bastianini, pilota di Moto2. Per la scrittura della pagina 404 ho pensato al concetto di errore: quale può essere l’errore che può capitare a uno che corre in moto? Cadere, ovviamente. Ho dunque cercato la foto di una scivolata, di quelle non belle da mettere in prima pagina ma che, a pensarci bene, in una pagina nascosta trovano il loro habitat perfetto.

Un’immagine negativa ha però bisogno di un messaggio positivo: qualcosa che possa essere utile e lasciare un bel ricordo. Ecco perché nel copy trovi queste parole:

OPS…
Una scivolata può capitare a tutti.
L’importante è rialzarsi e tornare in pista,
o alla home page.

Il micro copy del pulsante recita invece una frase molto in uso nel gergo motociclistico: torna in pista.

Positività prima di tutto, e lavoro di fino, sia nel soppesare le parole del testo sia nella scelta di quelle usate nel pulsante. Il famoso microcopy, che più micro non si può.

2. Sfruttare una caratteristica del brand

Un altro esempio: c’è qualcosa che caratterizza davvero l’azienda? Un disegno, un prodotto, una mascotte, un luogo, una persona. Qualsiasi cosa. Ecco, è il caso di questa baita nascosta tra i boschi di Montefiore Conca, nell’entroterra romagnolo. L’agenzia con cui collaboro ne ha progettato il sito web e per l’occasione mi sono occupato della pagina 404, solo quella.

Torniamo al bosco. Attraversarlo senza sbagliare strada nemmeno una volta è impresa da veri eroi. Anche Google si disorienta tra i castagneti. E questa è la cosa davvero interessante. Da qui ecco una pseudo metafora tra il perdersi nel web e il perdersi in un bosco.

Non trovi la pagina che cerchi?
Forse si è persa tra i boschi di Montefiore Conca.
Ma non temere, conosciamo la strada di ritorno.

Poi il pulsante, rassicurante, Torna alla baita.

Se invece di un luogo trovi significativo sfruttare un prodotto o un servizio puoi fare come Netflix, che nella sua 404 oggi mostra un’immagine tratta dalla serie Lost In Space con un titolo tuonante: Strada senza uscita. La scelta di una serie come Lost In Space, ovviamente, non è casuale.

3. Proporre un’azione alternativa

È interessante la pagina 404 di Booking, e qui io non c’entro, già, però la trovo davvero utile per i viaggiatori. Su Booking ci finisci perché cerchi un viaggio, pigi il dito in un pulsante, o clicchi in un banner, e qui capita facilmente di atterrare in una pagina scaduta; magari l’offerta è terminata e il webmaster s’è scordato di aggiornare i contenuti. O forse qualcun altro ha combinato un pasticcio con link e pulsanti. Insomma, son cose che capitano, e Booking è lì con il suo bel modulo da farti compilare per aiutarti a trovare l’hotel che cerchi. Mantenere il contatto con il pubblico, ricordi?

Dunque, dato che la prima azione non ha funzionato, l’azienda ti chiede di svolgerne un’altra, in cambio otterrai una risposta, un’offerta, un prodotto o un servizio. Mica male.

La pagina più creativa di un sito web

Quelli appena citati sono esempi, non regole. In una pagina di errore 404 possiamo davvero dare sfogo alla nostra creatività. Penso a quella di Pennamontata, dove le ragazze dell’agenzia appaiono impreparate e senza quel sorrisone smagliante che le contraddistingue. Poi il testo, sotto, rassicura tutti:

Ci hai colte impreparate, ma una brutta 404 può capitare a tutti. Proviamo a recuperare così:

• usa la barra di ricerca
• torna in home page
• scrivici a…

L’agenzia Paolucci Marketing la butta invece sull’ironia, con un brevissimo video in loop di un ragazzo che distrugge un computer. E il messaggio, breve e conciso, recita:

Questa non è la pagina che cercavi, ma non ti arrabbiare.

Il pulsantino Vai alla Home Page ti accompagna, ovviamente, alla pagina principale.

Insomma, gli sbocchi creativi sono tanti, tantissimi, e spesso questa pagina nascosta viene bistrattata dai clienti, forse perché non ne capiscono il valore o, più semplicemente, perché non la vedono. Qui entriamo in gioco noi professionisti che abbiamo il dovere di spiegarne l’importanza e la fortuna di poterla creare come più ci piace, senza passare attraverso troppi filtri.

Una pagina 404 non va mai lasciata in bianco, mai, non fare come Flickr che oggi ha una 404 vergognosa o come tantissime agenzie web che si autoproclamano creative agency e poi mostrano delle vere pagine di orrore 404. Sì, orrore.

Quindi, grazie per essere arrivato fino alla fine di questo articolo, e ora torna al tuo sito web, c’è una pagina da progettare.

Oppure torna alla home.