Dieci anni da copywriter

Oggi festeggio dieci anni dalla mia laurea. Che sono anche dieci anni da copywriter perché ho avuto la fortuna di iniziare subito a svolgere il mestiere, anche se in modo goffo e impreciso. Insomma, dieci anni, dovevo pur scrivere qualcosa.

Come per molte altre tappe periodiche, più e meno programmate, questa è un’occasione per voltarmi indietro e osservare da dove sono partito e la strada percorsa, con tutti gli errori commessi e i traguardi raggiunti. Niente di ché, in realtà, ma è la mia vita.
Non distinguo tra professionale e personale, perché sono la stessa cosa, il cervello non stacca mai, e immagini e parole mi perseguitano ovunque: non esiste oggetto costruito dall’uomo che non rappresenti un brand; e mi perdo nel suo nome, nel suo logo, nella sua identità, a discapito dell’occasione: che mi trovi a cena con amici, in fila al supermercato, in un bar o in auto, cerco sempre le immagini e le parole che descrivono le cose e le emozioni. Accade da dieci anni appunto. E come dicevo, professionale e personale sono una cosa sola. Bellissima, aggiungo.

In questa decade è successo un po’ di tutto. Almeno per me. Certo, chiunque altro, sfogliando le pagine che mi lascio alle spalle, non leggerebbe niente di più che la storia di un copywriter qualunque, appassionato del suo mestiere, onesto, pignolo, grato, fortunato, egocentrico, niente di più. Ma è la prospettiva che conta, e da dove vedo io le cose, da qui, dieci anni dopo il giorno di laurea – che coincide con il compleanno di Valentino Rossi, auguri! – tutto mi sembra bellissimo.

Ho lavorato con aziende grandi e piccole: brand di spessore nazionale, micro aziende a gestione familiare, liberi professionisti, multinazionali, scuole di formazione, e parlato ad eventi di ogni dimensione: piccoli interventi a numero chiuso, micro aule da manco venti persone, grandi platee da oltre 500 posti, pieni. Anche qui, il potenziometro va da zero a cento senza posizionarsi mai definitivamente.

Comunque, non sto qui a farla troppo lunga su quanto di bello e di brutto è accaduto. Certo, non serve un veggente per sapere che di brutte giornate ne ho avute a badilate, e che quelle davvero eccezionali sono state molte meno, ma vabbè, non mi lamento di certo.

Non mi cimento nemmeno nel ringraziare le persone che hanno reso speciale questo arco di tempo, ti annoierei a morte, e forse sarebbe importante solo per me (che sono egocentrico credo di averlo già scritto). Però qualcosa di utile lo devo pur scrivere, giusto? Ecco, ho pensato ad una serie di consigli, degli appunti sparsi che nella mia testa trovano sempre una giusta collocazione, li elenco qui, perché sono un po’ il riassunto delle cose imparate in dieci anni. Non sono né belli né brutti. Potrebbero risultare utili, forse.

Copywriter: consigli per vivere e lavorare meglio

  1. I clienti vanno e vengono, alcuni, se vanno, è meglio.
  2. La creatività crea valore.
  3. La creatività non paga se non hai capito il vero significato di creatività.
  4. La creatività è quella cosa che fa funzionare le cose. Ora è tutto più chiaro, vero?
  5. La creatività è un marchingegno cerebrale, un pensiero, un’intuizione, e queste cose non nascono per caso.
  6. La creatività è un percorso nel quale si ottengono esperienze, conoscenza e visione, e queste cose ti permettono di svolgere meglio il tuo lavoro, di diventare migliore, differenziarti, vendere, fare gol, cose del genere.
  7. Di umiltà non è mai morto nessuno.
  8. E nemmeno di grammatica.
  9. Prezzo basso, qualità, breve tempo, sono come tre carte, e i tuoi clienti ne possono scegliere solo due. Altrimenti ti incasini la vita (e non ci guadagni nulla).
  10. Quelli che si spacciano per guru ed insegnano a fare soldi ed avere successo, non hanno successo e guidano una utilitaria tutta scassata intestata al papà.
  11. Le cose che confermano la tua qualità sono tre: la reputazione, il passaparola e il portfolio.
  12. Molte cose sembrano innocenti, e sono invece visual design.
  13. Immagini e parole sono la stessa cosa.
  14. Tutte le cose che si leggono sull’utilizzo del colore, dei segni e dei linguaggi, le trovi nella letteratura e nella storia dell’arte, solo che alle superiori non le hai studiate con attenzione.
  15. Gli account ragionano in modo totalmente differente dal tuo, e spesso hanno ragione loro.
  16. Le idee degli altri, sono degli altri.
  17. Non riciclare i progetti che ti sono stati bocciati.
  18. La pubblicità volgare è mondezza.
  19. Diffida da chi dice di non aver mai lavorato a progetti di cui si vergogna, sta mentendo.
  20. Non te la prendere (troppo) con quelli che ti criticano o ti copiano, perché il bene che c’è nel mondo supera il male, ma non di molto.

Oggi è una bella giornata, fuori c’è un sole caldissimo, per un giorno non penso al surriscaldamento del pianeta, sui social spopolano i post e i tweet di auguri a Valentino Rossi, la mia agenda settimanale è in subbuglio per i progetti che mi attendono nei prossimi giorni, ma prima mi prendo una domenica di pausa perché ehi, festeggio dieci anni da copywriter.