storytelling

Le storie sono ovunque. Difficili da vedere e riconoscere ma ce ne sono a migliaia in ogni luogo, a volte anche in un oggetto. Spesso sono invisibili e di certo non sono così sciocche da farsi scovare con facilità. E quando non ci sono, quando sei sicuro di aver cercato bene dappertutto, ma proprio bene intendo, beh in quel caso le puoi inventare tu. Ne possono nascere anche di bellissime.

Prendi questa insegna: “Bagni Gianni – Pen. Arianna”. “Pen” sta per “pensione”. Ecco, questa insegna indica ai clienti della pensione Arianna di usufruire di questo lido. Siamo sulla spiaggia di Misano Adriatico, così, giusto per capirci meglio. Si tratta quindi di un’informazione, nulla di più. Ora, io non sono un sognatore o un irriducibile romantico, no, però ho immaginato di cambiare una lettera di quella frase, una soltanto, per stravolgere il senso del cartello. Ho immaginato di sostituire la “n” di “Pen” con una “r”.

Prova a pensarla così e a rileggere la frase tutta d’un fiato: “Bagni Gianni per Arianna”. Capisci quanto cambia il significato? Riconosci la sua portata emotiva? Se ci fosse davvero scritto questo, chissà quante persone si porrebbero domande su questi due tizi e su questa frase. Chi è Arianna? Perché Gianni le ha dedicato o regalato questa spiaggia? Dove sono ora? Eccetera eccetera.

Tutto questo per colpa di una lettera, una soltanto. Manco fosse una frase intera, o una parola, no, una lettera. Come le stelle. Ce ne sono a miliardi ma basta vederne una cadente, una soltanto, ed è già magia.

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