L’agenda Life Planner e altre storie di cambiamento

Cambiare abitudini è dura. Cambiare strumenti di lavoro è durissima, soprattutto quelli che usiamo ogni giorno. Perché farlo? È proprio necessario? Beh, se i margini di miglioramento superano gli sbattimenti e i pregiudizi, perché no?

Poi si sa, chi lascia la strada vecchia per quella nuova… insomma, ci siamo capiti. Detto questo, a me certi cambiamenti non piacciono affatto (forse non piacciono a nessuno) ma penso che la capacità di mettere in discussione gli attrezzi del mestiere apparentemente insostituibili sia un vantaggio competitivo. In pochissime parole: siamo pronti a cambiare idea sui nostri lovemarks?

Alcuni cambiamenti che ho affrontato

Passare da Windows a Mac, questo è stato il primo vero cambiamento drastico che ho affrontato. Era il 2008 e non me ne sono mai pentito. Mai.

Più complicato è stato il passaggio dalla suite di Adobe a quella di Affinity. Qui mi è servito molto più tempo per adattarmi, abituarmi e imparare, insomma, c’è stato un periodo di prova, poi uno di stallo, uno di ripensamento, e alla fine ho fatto lo strappo finale: oggi sono un fedele cliente Affinity. Ho perso il conto dei colleghi che mi insultano per questo; che poi, la maggior parte di loro mi chiede sempre “ma tu che sei un copy, che te ne fai di una suite di programmi per la grafica?”. Ora, chiariamolo una volta per tutti:

i copywriter non usano solo applicazioni per la scrittura.

E a proposito di queste, anche il passaggio da Microsoft Word a Pages è stato piuttosto semplice e indolore, ma mai quanto quello da Power Point a Keynote, che è stato un po’ come passare da un motorino ad una MotoGP.

Oggi mi trovo ad affrontare un altro cambiamento niente male: per la prima volta ho scelto un’alternativa a Moleskine; e qui mi si stringe un po’ il cuore perché rimango ancora follemente affezionato a questo brand e alla sua comunicazione. A molti può sembrare pura follia porsi un problema del genere, tanto un’agenda è un’agenda, giusto? Ecco, per me no: il layout con cui sono organizzati i giorni della settimana, la presenza e la gestione degli spazi extra, il modo in cui la carta assorbe l’inchiostro (e non tutti gli inchiostri sono uguali), il peso totale, la copertina e la possibilità di separare gli impegni personali da quelli lavorativi, ecco, queste caratteristiche cambiano da un’agenda all’altra. In alcuni casi manco vengono considerate.

Ad ogni modo, prima di abbandonare Moleskine ho testato alcune alternative digitali, come Google Calendar e soci, con risultati pessimi. Da qui ho capito che digitalizzare uno strumento del genere, non fa per me, quindi, forse, basterebbe cambiare agenda, cambiare brand. Quindi eccomi qui, con questa affascinante Life Planner sulla scrivania.

L’agenda Life Planner

Come il nome lascia intuire, l’agenda è pensata per organizzare gli appuntamenti, le fatiche, i doveri, i risultati e i pensieri quotidiani (sia personali che professionali). Il layout è ordinato e libero di essere interpretato a piacimento: fondamentalmente c’è tutto quello che mi serve, dagli spazi per separare gli impegni giornalieri da quelli settimanali, e anche qualche piccolo box per appunti extra che mi aiutano a non perdere le redini della mia vita. A volte capita.

Insomma, sulla vecchia Moleskine ero costretto ad appiccare foglietti, protesi e prolunghe per sopperire a certe sue mancanze che per me sono fondamentali. Invece, nell’agenda Life Planner c’è tutto quello che grossomodo cercavo. Forse ci sono anche troppe cose, molte di queste al momento non saprei come utilizzarle, come alcuni grafici “motivazionali” che, lo ammetto, non mi sono mai piaciuti, ma mi rendo conto che per qualcuno possano essere utili.

Ad ogni modo, grazie a questo strumento forse riuscirò a fare ordine tra i casini della mia quotidianità. Lo chiamo strumento perché tale è. Mi pare riduttivo non considerarlo alla pari di altri attrezzi del mestiere come un’applicazione di scrittura, o di una penna, un computer, un monitor o uno smartphone. L’agenda fa parte del kit di un copywriter, di un libero professionista, di un marketer, un responsabile d’azienda o che ne so, anche di una qualunque persona che ha bisogno di fare ordine tra impegni e pensieri.

Comunque, l’elemento plus che mi ha convinto definitivamente ad acquistare un’agenda Life Planner è stata la copertina Vintage Brown soft touch, una meraviglia. Il nome esatto del colore è Nebraska Ruggine Antik. Sarà una deformazione professionale ma nomi, colori e aspetto estetico sono importanti, sono valori.

Agenda life planner

Adesso che succede?

Bella domanda, ci vorranno un po’ di mesi prima di poter dare una risposta. Come per molti cambiamenti, i benefici si noteranno un po’ nel breve e un po’ nel lungo periodo, quindi mi prendo il giusto tempo, magari un anno, prima di scrivere un post con la recensione finale.

E allora lo scrivo qui, al me stesso dell’anno prossimo (novembre 2020): ora sto attraversando un periodo confuso e affogato, disordinato e pieno di dimenticanze, ecco, com’è andata con un anno di Life Planner? Sei riuscito a mettere in fila i pasticci di ogni giorno? Aspetto una risposta, grazie.

E lo chiedo anche a te, che leggi queste frasi, quante volte ti sei trovato di fronte ad un cambiamento simile? E com’è andata? Hai mai scritto al te stesso del futuro?

Crediti fotografici: Life Planner