La e dopo la virgola

Metto la e dopo il punto, e anche dopo la virgola, è una cosa che amo da morire.
Ma non a tutti piace. E non tutti pensano sia corretto perché alle elementari ci hanno insegnano che la e dopo la virgola è vietata più dell’apostrofo tra articoli e nomi maschili (un’uomo).

In realtà non è errato inserire la E dopo un segno di punteggiatura, ma è sconsigliato farlo per evitare che nascano soluzioni terribili come: “Ci sono un inglese, un tedesco, e un italiano”. In questo caso, chiaramente, la virgola prima della congiunzione è davvero sbagliata. Ma prima di andare a sentimento, o a naso, è importante chiarire il significato e gli utilizzi dei segni di punteggiatura, in questo caso:

La virgola svolge di fatto una grande varietà di funzioni: scandisce un testo ponendo certe sue parti in un determinato ordine gerarchico, lo “taglia” isolando parole, sintagmi e proposizioni a cui si vuole dare rilevanza ma, al contrario, può unire nomi, aggettivi, complementi e proposizioni [leggi di più sulla pagina di Accademia della Crusca dedicata a questo tema].

Chiarito ciò, sappiamo di poter scegliere il tono, l’andatura e la musicalità di un testo. Ma è anche una questione di senso e di stile. L’utilizzo strategico di virgole e congiunzioni pone accenti diversi e lascia intendere significati differenti; agevola la comprensione e la scorrevolezza di un testo; impone una lettura più o meno scorrevole, ansiosa, precisa. Inoltre, la punteggiatura determina delle pause che, nella letteratura come nella musica, creano significati differenti.

Come usare la e dopo la virgola

Riguardo l’utilizzo della congiunzione e dopo un segno di punteggiatura, il linguista Massimo Birattari scrive:

È lecito inserire la virgola prima di e, se si avverte una pausa o uno stacco significativo. In questo libro ci sono molte di queste e precedute da una virgola, e quindi non sarò certo io a vietarne l’uso [tratto da Italiano – corso di sopravvivenza].

Sbirciando nella letteratura italiana scopriamo autori che si distinguono per un utilizzo virtuoso di virgole e congiunzioni. Alessandro Baricco usa una quantità smisurata di e dopo la virgola, dopo il punto e non solo. Non chiamiamola licenzia poetica, né stile: è piuttosto una disarmante padronanza del mestiere. Questo breve periodo è tratto dal suo celebre romanzo “Oceano Mare”:

Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.

Questo modo di punteggiare e congiungere caratterizza un ritmo di lettura, che va a quasi scatti, avanti e indietro, quasi per mostrarti quanto la vita sia impetuosa e imprevedibile. O ancora, leggiamo questo breve passo tratto dal saggio”I Barbari”, sempre di Baricco:

La stupefacente idea che qualcosa, qualsiasi cosa, abbia senso e importanza solo se riesce a inserirsi in una più ampia sequenza di parole. E quel sistematico, quasi brutale, attacco al tabernacolo: sempre e comunque contro il tratto più nobile, colto, spirituale di ogni singolo gesto.

Se Baricco è troppo poetico leggiamo qualche citazione del Premio Nobel Umberto Eco:

La dolorosa meraviglia che ci procura ogni rilettura dei grandi tragici è che i loro eroi, che avrebbero potuto sfuggire a un fato atroce, per debolezza o cecità non capiscono a cosa vanno incontro, e precipitano nell’abisso che si sono scavati con le proprie mani.

O ancora, un esempio davvero splendido lo trovo nella traduzione italiana del romanzo “Il Buio Oltre la Siepe” di Harper Lee, dove Amalia D’Agostino Schanzer traduce:

Ci sono uomini a cui bisogna sparare prima di dirgli buonasera, e anche allora non valgono la pallottola che serve ad ammazzarli.

La cosa più bella di questa frase è proprio la virgola prima della congiunzione e. Togliendola, la frase perderebbe forza e carattere. Provate a leggerla ad alta voce con e senza virgola. Quella è la differenza, quello è lo stile. Potete quindi usare la e dopo la virgola, ma stando attendi al modo in cui cambia il significato del testo o la scorrevolezza della lettura. Ah, giusto, la virgola può precedere anche la congiunzione ma, ovviamente.

La virgola obbligatoria prima della e

Ci sono poi alcuni casi in cui è obbligatorio far precedere la congiunzione e da un un segno di punteggiatura (una bella virgola, ad esempio). In questi casi, la virgola davanti alla congiunzione determina il senso della frase. Mi spiego meglio riportando qui un brillante esempio di Cesare Pavese che ho trovato nel libro “Questione di virgole – punteggiare rapido e accorto” di Leonardo G. Luccone:

Poi la porta si spalancò, e piano, con molti riguardi, due camici bianchi portarono fuori una barella.

Togliendo la virgola prima della e, l’aggettivo piano si riferirebbe alla porta, non ai due camici (come invece vorrebbe l’autore). In questo caso, la virgola che precede e piano, determina il cambio di soggetto e l’intero senso del periodo: la separazione con gli incisi diventa quindi obbligatoria.

Chi l’avrebbe mai detto, all’inizio dell’articolo stavo discutevo se fosse corretto o meno utilizzare la e dopo la virgola, e qui nel finale abbiamo scoperto che a volte è addirittura obbligatorio farlo. Pensa un po’ che strana, e meravigliosa, la nostra lingua.