La passeggiata notturna con il mio cane è il momento ideale per cercare nel buio i tasselli mancanti del puzzle della mia vita. Sembra una cosa banale. Poi però mi trovo da solo, in strada con il mio cane, come dicevo, e nel silenzio che si rovescia lontano dal suo zampettare c’è qualcosa che va oltre l’ascoltare, o il percepire. C’è una sorta di attesa durante la quale faccio una botta di conti sulla giornata trascorsa e quelle che l’hanno preceduta.

Ma i conti non tornano mai perché domani potrebbe accadere qualcosa come un soffio, una scelta, una canzone, una lacrima, un pensiero, un passo, un gesto, un movimento anche impercettibile, e l’ordine delle cose si ribalta. I conti quindi non tornano mai. Il mio cane invece si. Lui torna sempre, e con la stessa sicurezza mi aspetta quando sono io ad allontanarmi. E questa è una delle poche certezze che non hanno bisogno di un domani per essere confermate.

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