Il malumore di settembre comincia con le giornate più corte e le ombre che si fanno subito più lunghe. Porta con sé la consapevolezza che è tardi per fare un sacco di cose. È tardi e basta. Non è un mese che scorre ma piuttosto un paesaggio fermo e deserto, un’immagine panoramica del fatto che il mondo potrebbe finire anche in questo istante. Adesso.
Settembre pare destinato a diventare un dipinto, o un romanzo, di quelli scritti proprio bene ma privi di una storia, perché un racconto può essere appassionante anche senza l’intreccio. Possiamo anche farne a meno. Purché ci siano una significativa ambientazione, una maniacale scelta dei colori, dei suoni, e tutte quelle fantasie e particolarità che rendono unico il paesaggio. Che tutti ammirano da lontano ma nessuno mai attraversa.

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