Chiusa una porta si apre un portone. Ma serve una grande immaginazione per vederlo. O almeno un’indicazione verso dove cercarlo, il portone. Perché non si trova precisamente li davanti a te, o di fianco o di dietro. Si nasconde da qualche parte che non t’aspetti. In un qualche posto che di solito è abbastanza lontano da non sentirne il suono né percepirne l’odore o il rumore o pure il colore. E c’è sempre la nebbia di mezzo. Sempre presente tra gli occhi e l’orizzonte, quasi a proteggere ogni possibilità di trovare qualcosa di migliore. Trovare qualcosa come una risposta. Basterebbe quella. O magari un gesto. Un segno. Anche cose piccolissime.

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