dieta vegetariana

Un anno da vegetariano

  04 dicembre 2015

Ogni tanto ho sgarrato. Lo ammetto subito. E la mia scelta è piena di contraddizioni, sarebbe assurdo il contrario. Impegnarmi è stato davvero gratificante, un’esperienza incredibile che ho affrontato con una semplicità disarmante, mai come una rinuncia.

Ci sono tanti motivi per cui una persona può scegliere una dieta vegetariana, tra questi, i più “gettonati” riguardano il rispetto per gli animali e quello per l’ambiente. L’ambiente? Si, anche quello, perché l’allevamento intensivo è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra e del 70% delle deforestazioni del pianeta. La mia motivazione riguarda il primo caso, anche se gli abiti che indosso sono pieni di sostanze animali (colla, pelle, imbottiture), da qui, appunto, le prime contraddizioni.

Non sono un estremista della cucina vegetariana, non sono quello che s’incazza contro chi mangia carne, quello che assicura l’incombenza di malattie mortali per chi non evita certi cibi. Non mi interessa quello che mangi tu. Piuttosto, provo dispiacere nel vedere quello che mangi (da dove proviene? Qual è la sua storia? Com’è arrivato fino al tuo piatto?).

Benefici della dieta vegetariana

Evitare di mangiare carne permette di trovare nuovi equilibri alimentari e interiori, e scoprire che questi sono collegati e collaterali.

Ho eliminato completamente la carne animale, anche se i derivati come uova e latticini fanno ancora parte della mia dieta settimanale. Ho diminuito fortemente il consumo di latte, evitandolo soprattutto a colazione dove preferisco la crema Budwig o il latte di soia. Ma comunque, non saprei dire con esattezza se il mio stare meglio dipende esclusivamente da ciò che (non) ho mangiato, ma di certo, negli ultimi 12 mesi ho riscontrato questo:

  • niente sinusite, gli anni precedenti me la portavo dietro per tutta la stagione invernale;
  • fisico più asciutto, stesso peso, merito anche dell’aumento dell’attività sportiva;
  • più forza fisica, se pensate che carne = energia vi sbagliate di grosso;
  • riduzione dei mal di testa, in precedenza erano frequentissimi in estate e in inverno;
  • zero problemi di reflusso e digestione;
  • escludendo il latte a colazione ho cancellato i problemi di acidità che spesso mi tormentavano al mattino.

Ma il beneficio che mi rende più orgoglioso è la consapevolezza di non essere parte del maltrattamento animale e all’industrializzazione della carne, che sono, in fondo, la stessa identica cosa. Questa è la vera conquista.

E sto davvero bene. Ho scoperto nuovi sapori, odori e piaceri completamente differenti da quelli a cui ero abituato, e anche se il profumo di un ragù è sempre una tentazione, rifiutarlo in cambio di un piatto di legumi non è una rinuncia, ma una conquista.

Eppure c’è ancora tanto in cui devo migliorare.

Se ti interessa approfondire l’argomento ti consiglio di leggere il libro Se niente importa – perché mangiamo gli animali, di Safran Foer, per me è stato davvero illuminante, quasi quanto il mio cane, che è il mio motivatore giornaliero.