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Fermarsi e ascoltare

  23 luglio 2015

I nonni li ho persi molto presto, non ho nemmeno fatto in tempo a conoscerli per davvero. E capirli. Conservo ricordi vaghi in cui sono infusi i racconti dei miei genitori, e forse molte cose non sono nemmeno mai accadute, anche se mi piace pensare il contrario.

A farmi da nonni ci hanno pensato i miei vicini di casa, una coppia di anziani fortemente legata alla mia famiglia, brave persone, di quelle che fanno bene al mondo. Gente che ha sempre lavorato, che ha conosciuto la miseria e ha viaggiato per cercare la fortuna. Gente che poi l’ha trovata per davvero.

Con loro sono cresciuto, con le storie sulla guerra e la povertà, con i consigli su come crescere sano e mangiare le cose buone, come il pane pucciato nel vino. La donna, in particolare, si è sempre raccomandata con me e mio fratello di sostenerci e volerci bene. Di fare i bravi, sempre. Ad ogni mia visita e a qualsiasi incontro occasionale non mancava mai la frase

Nella vita l’importante è volersi bene, tutto il resto non conta, davvero.

Me l’ha ripetuta così tante volte che non mi sono mai soffermato a pensarci su per davvero, come se fosse solo una frase e basta. Perché come molte altre persone ho il difetto di non ascoltare mai i consigli degli anziani.

Poche settimane fa quella signora si è spenta. Serena, in pace, ricca di una vita dura e dignitosa. Negli ultimi giorni a malapena riusciva a riconoscermi. Ma quella frase ce l’aveva sempre pronta nel repertorio. Bisogna volersi bene.

Con quelle parole si è spenta. E allora io ci ho pensato, finalmente, ho ascoltato – la sento ripetermi quella frase anche ora -, mi sono fermato, come solo davanti alla morte si riesce a fare. Stop. Ho cercato con ferocia di tenere stretti i ricordi e analizzarli uno ad uno senza giungere ad una conclusione precisa, sicuro che il senso della vita fosse esattamente li, come imprigionato. È servita qualche lacrima per capire una cosa apparentemente banale:

Il tempo non si ferma, certe cose non si possono proprio cambiare mentre altre non torneranno mai più, e l’unica cosa che possiamo fare per tenerle strette a noi è fermarci, ascoltare, e volerci bene.

Io che ho collezionato casini e guai di ogni tipo vorrei davvero riuscire a farlo, dimenticandomi della frenesia di questi giorni e di tutta la superficialità delle cose a cui sono solito attribuire troppa importanza.