VeryBello cultural events

VeryBello, un pasticcio di comunicazione italiana

  25 gennaio 2015

In una cosa noi italiani siamo davvero imbattibili: fare pasticci. Abbiamo l’ambizione di progettare grandi cose, la voglia di comunicare all’americana e tutto il potenziale per poterlo fare. Poi però una volta scesi in campo (proprio come la nazionale degli ultimi anni), combiniamo solo pasticci.

Proprio ieri il ministro Franceschini ha presentato con fierezza e soddisfazione il progetto VeryBello, che ha il compito di valorizzare tutto il Paese e allungare il periodo di pernottamento dei turisti durante il periodo dell’Expo 2015. Il target è, in senso generico, l’intero pubblico mondiale e quello dello stivale. Un po’ ampio per un progetto di comunicazione, ma forse gli ideatori del progetto sono molto ottimisti.

Che cos’è VeryBello?

In poche parole, VeryBello è un sito web. Poco più, davvero. Al di là del nome stravagante e discutibile, che strizza l’occhiolino al celebre brano “That’s Amore”, il sito è un semplice aggregatore di eventi presentati in un’unica pagina. A farla breve: un calendario online. Chi lavora nel mondo SEO e nel web marketing si sarà strappato i capelli nel vedere il proprio Paese presentato senza alcun criterio tecnico (niente SiteMap, Robot.txt, pagine dedicate ad ogni singolo evento e tanti altri ben elencati nel post di Matteo Flora). Chi non lavora in questo settore, invece, probabilmente non troverà mai alcuna voce di questo sito tra i risultati dei motori di ricerca, di certo non si perderà nulla di straordinario.

Al sito si può dare solo una prima occhiata, che è anche l’ultima, c’è davvero poco da leggere e approfondire, ma vale la pena soffermarsi su quello che non c’è, come la seconda lingua, la privacy policy, il nome dell’azienda che ha realizzato il portale (siamo pur sempre in un sito ministeriale, ci dovrà pur essere stato qualche appalto, giusto?) e, magari, un testo di presentazione. Restando in tema “quello che non c’è”, qualcuno noterà che sull’immagine di copertina della pagina Facebook sono state tagliate la Sicilia e la Calabria, alla faccia di valorizzare tutto il territorio italiano.

Epic fail

Ma quello che davvero fa ridere – e pure incazzare – è la gente che festeggia vedendo l’hashtag #VeryBello tra i TT di Twitter. La stessa gente non è a conoscenza, però, che la stragrande maggioranza di tweet a riguardo sono satirici, offensivi e drasticamente critici. E se c’è una cosa che i social media insegnano è che l’antico ideale del “purché se ne parli” oggi è un’enorme cavolata. In meno di 24 ore si sono scatenati più di 15.000 tweet contro il progetto italiano e già testate come La Stampa parlano di epic fail del progetto VeryBello. C’è davvero da esultare?

Ma il Ministro Franceschini cerca di liquidare le critiche, anche quelle costruttive, un po’ come fanno molti altri boss della politica italiana. E questa non è un’altra storia, è sempre la stessa, è la nostra reputazione nel mondo, è la firma italian job.

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