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Coniugazione del verbo wazzappare

  03 dicembre 2014

Ok, perfetto, ti wazzappo stasera.
Ti cosa???

Di tutte i termini diventati di uso comune, ti wazzappo è davvero il più terribile. Dal famoso e ormai vecchio chattiamo (pronuncia esatta: ciattiamo), che si coniuga in modo piuttosto morbido, io chatto, tu chatti, egli chatta, ecc…, al più moderno followami, da cui io followo, tu followi, egli followa, noi followiamo (con la i, come per il verbo scavare), voi followate, essi followano. Per non parlare di cliccare, che ormai è davvero attempato: io clicco, tu clicchi e così via.

I ragazzini hanno trasformato in verbo anche il famoso Like di Facebook, con un dissonante ti laiko. Qui la coniugazione diventa davvero fantasiosa: io laiko, tui laiki, egli laika (come il cane), noi laikiamo, voi laikate, essi laikano.

Ma come dicevo, forse il più terribile è wazzappare. Deriva da WhatsApp, che in italiano si pronuncia uazzap, ma si scrive wazzap (per farci sentire più amerigani). E da qui la frase comune ci sentiamo su WhatsApp è diventata ti wazzappo più tardi. Quindi, la declinazione, terribile, diventa qualcosa come io wazzappo, tu wazzappi, egli wazzappa, noi wazzappiamo (sempre con la i), voi wazzappate, essi wazzappano.

Proviamo con il congiuntivo: che io wazzappi, che tu wazzappi, che egli wazzappi, che noi wazzappiamo, che voi wazzappiate, che essi wazzappino.
E il congiuntivo imperfetto? Che io wazzappassi, che tu wazzappassi, che egli wazzappasse, che noi wazzappassimo, che voi wazzappaste, che essi wazzapparono.

Per la sua declinazione possiamo seguire quella dei verbi in -are come parlare, tornare o ascoltare.
Per altri utilizzi “creativi”, invece, dobbiamo rivolgerci ai giovani che wazzappano tutto il giorno, quelli che si dimenticano di utilizzare, di tanto in tanto, il verbo scrivere.