scrivere a mano

Sullo scrivere (ancora) a mano

  12 giugno 2014

Sbaglierò, ma continuo a lavorare con carta, penna, dizionari, mappe e un sacco di altra roba antiquata e a diffidare delle liste di nomi generate con l’aiuto del computer….

Si conclude così un articolo di Annamaria Testa dedicato al naming, ed inizia, sempre con queste parole, un articolo di Luisa Carrada che parla dell’importanza dello scrivere a mano.

Che poi, se do un’occhiata alla mia scrivania, non trovo nulla di esageratamente tecnologico, se non un’artiglieria fatta di penne, matite, gomme, post it e Moleskine. La mia scrivania è lunga un metro e mezzo ed è rivestita con un mucchio di attrezzi da lavoro che richiedono un certo gesto – un gesto – che ha un ché di meraviglioso.

Nel suo post Luisa Carrada affronta la questione molto discussa sul togliere carta e penna dalle scuole di primo grado in cambio di monitor e tastiera. Cita in merito un articolo pubblicato dal New York Times, dove c’è scritto

scrivere a mano o sulla tastiera attiva parti e funzioni del cervello diverse.

A farla breve, scrivere a mano richiede più tempo, ma permette di pensare maggiormente mentre si scrive. A farla ancora più breve:

Chi scrive a mano utilizza un vocabolario molto più ricco e dimostra più creatività nella risoluzione dei problemi.

Chi scrive a macchina, dal canto suo, guadagna tempo. E qui si apre la questione dei barbari di Alessandro Baricco. E chi sono i barbari? Gente superficiale, volta a semplificare per guadagnare velocità e medietà, perdendo così l’idea di perfezione.

Ma comunque, io scrivo sia a mano – non mi separo mai dalla mia Moleskine – che al computer. Noto che uso la Bic blu quando sono indeciso, e ruotando la punta della penna riesco a scrivere in un tempo più o meno breve quello che ho in testa. Quando ho le mani al computer, invece, imposto un lavoro molto più macchinoso, altrettanto efficace ma di certo meno elegante. Per renderlo tale ho bisogno di stampare, leggere ad alta voce e correggere a mano con la penna, e poi ricopiare a computer. Roba d’altri tempi.

E qui forse mi viene da pensare che oggi, per scrivere, sia necessario utilizzare entrambi gli strumenti, dalla vecchia penna alla tastiera del computer. E la fusione di questi permette, forse, di vincere persino i barbari.

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