Moleskine

Appunti sulla Moleskine di un copywriter

  22 aprile 2014

È importante vedere come la gente sceglie i nomi. Non si fa altro di sincero, probabilmente, per tutto il tempo che si campa.

Ogni tanto mi imbatto in certe frasi stupende che amo rileggere anche cento volte senza stancarmi del loro fascino. Frasi di cui non saprei di preciso che farmene, se non tenerle con me per un lungo periodo di tempo. Le scrivo allora sulla mia Moleskine, ne ho sempre una con me, e quando la sfoglio mi piacere incontrare, non per caso, quelle frasi, che con pazienza e dedizione ho lentamente ricopiato con la grafia più elegante che mi riesce.

Queste frasi hanno di solito a che fare con il mondo del raccontare, o della vita da copywriter, che mi piace pensare come due cose strettamente legate, spesso identiche, o fuse tra loro, o magari sciolte e dissolte assieme nel lungo, e lieve, processo di comunicazione.

Ci sono due frasi, in particolare, su cui ultimamente rifletto spesso. La prima, che apre questo post, è tratta dal romanzo Questa Storia di Alessandro Baricco, e sottolinea la mania e la tendenza del dare i nomi alle cose, naming, che è effettivamente un’azione, o un gesto, un’intenzione che riguarda ognuno di noi. La seconda, che cito in chiusura, è invece tratta dal saggio La Parola Immaginata di Annamaria Testa, e la adoro perché è scritta in modo tale da non far pesare le due ripetizioni che si trovano al suo interno. E soprattutto, amo la E dopo il punto.

Se vi piace scrivere, probabilmente vi piace altrettanto leggere. E probabilmente vi piacerebbe ancor più scrivere qualcosa che sia all’altezza di quello che vi piace leggere.

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