just older

Bar di paese

  27 maggio 2013

Se chiedi ad un anziano del bar un’opinione sui giovani d’oggi, ti risponde senza tanti giri di parole che i ragazzi non capiscono un accidenti di niente. Gli anziani del bar sono in grado di formulare e teorizzare un governo nuovo ogni giorno, smontare la politica e le problematiche sociali con la stessa semplicità con cui un bambino smonta un castello di Lego. Se ne stanno lì seduti sempre allo stesso posto ogni giorno, per ore intere, senza ordinare nulla di nuovo ma sempre e solo le solite cose. Al mattino presto c’è il caffè, e loro lo prendono liscio, mai una goccia di latte, fa male al fegato, rispondono se glielo si chiede. Al massimo una goccia di Varnelli, se hanno il raffreddore e il naso chiuso. Al pomeriggio vino rosso, o acqua frizzante e vino, che fa bene alla circolazione, e la sera una grappa, due quando fuori fa freddo, o la tisana bollente se non hanno digerito la cena. I giovani non capiscono mai un cazzo e stai tranquillo che una volta la vita l’abbiamo gustata tutta, senza tante cazzate, senza la droghe e tutte quelle schifezze di ferro nella faccia.

C’hanno un fare meccanico molto più che programmato, e quasi tutti hanno un odore addosso impregnato nella pelle nei vestiti e forse nell’anima, che ha un ché di stantio, di colonia e urina. Le loro mani tremano, e anche se le tengono ben salde sul tavolo, ancorate o anche piantate con dei chiodi neanche fossero dei Cristi, quelle non smettono di tremare, non c’è modo. Giocano a carte e bestemmiano, bestemmiano con ferocia e cattiveria, lo fanno con una semplicità imbarazzante, che quando hanno finito di imprecare si capisce che non cambieranno idea su ciò che hanno appena detto. Non lo faranno mai neanche scoppiasse il cielo. E c’hanno questa cosa negli occhi, che sono sempre umidi, come se stessero piangendo ma non lo si capisce mai per davvero e fino in fondo. Non si capisce a cosa pensano, se stanno ancora continuando a bestemmiare con violenza e arroganza dentro di sé, imprigionati nel loro stesso corpo, con sbarre fatte di ossa fragili, muscoli e tendini lacerati.