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Risposte

  14 marzo 2013

Le risposte che cerchiamo, quelle introspettive, lontane anni luce dalla nostra conoscenza e dalla sapienza di Google e Wikipedia, devono pur essere nascoste da qualche parte. Diamo loro la caccia per tutta la vita e alla fine capita che qualcuno le trova, o crede di averle scovate, o arraffa qualche patacca, risposte false di poco conto che si spacciano come preziose, a volte assolute.

Sono come ufo, che appaiano e scompaiono, ne vengono avvistate a migliaia poi va a finire che è solo un gran lavoro meccanico dell’immaginazione. Ne abbiamo così bisogno che le crediamo presenti in ogni casualità della vita, in ogni situazione e avvistamento, nelle parole della gente, nei baci e nelle promesse, nei pugni e nel precipitare giù da un dirupo o dentro la propria anima.

Sono voci che provengono da lontano e non ne scopriamo mai l’esatta direzione, né è suggerita una precisa posizione da cui è consigliabile osservare. Qualcuno cerca in mare, in fondo al mare, così a fondo che ancora una volta diventa tutto un lungo precipitare. E laggiù in fondo ad ogni cosa stai tranquillo che non c’è nulla, proprio niente, se non il nero, che per definizione è la mancanza di colore. Ma in tale affermazione il sostantivo che ha davvero importanza non è colore bensì assenza. Perché è di questa che siamo tutti gravemente malati.

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