Passione,-parole-e-rovine

Passione, parole e rovine.

  11 ottobre 2012

Una passione non la spieghi. Ce l’hai e basta. C’è poco da aggiungere. C’è chi canta e chi scrive, chi disegna e chi fotografa. Chi pesca. Cucina. Legge. Non ne si spiega il motivo, viene quasi naturale. Come guardare nel buco di una serratura, ci si guarda sempre con lo stesso occhio. Una passione non ha niente a che vedere con il talento. O almeno non sempre. Solo perché ti piace correre non lo superi uno come Bolt, che quando corre lo fa per dimostrare qualcosa a Dio. Quella è un’altra cosa, che va ben oltre una semplice attitudine, al piacere, al gusto di fare una cosa e amarla in ogni suo dettaglio, in ogni suo gesto.

A me piace scrivere. Non è un talento, è solo una cosa che mi piace fare, ed è anche il mio lavoro. Pure la mia rovina. In un certo modo, quando una passione si trasforma in lavoro perde parecchio del suo fascino. Soprattutto quando non la si pratica solo per gli altri. E io scrivo per tutti e mai per me. Scrivo per soldi e quasi mai per piacere. Una rovina. Bolt sfida Dio e io mi lascio dominare da un’armata di lettere, storie e punteggiatura. E non c’è vittoria se quanto di più intimo e personale si rivolta contro di me. Come se all’improvviso Bolt diventasse un campione di corsa all’indietro. O se andando a spiare dal buco di una serratura vedessi non quello che si cela dietro la porta ma quanto di più perverso e ostile si nasconde nella mia anima.

Leggi articolo precedente:
earth
Un amico in rianimazione

Se sai fare una cosa, non devi per forza saperla fare bene, ma se c’è qualcosa che sai fare, che...

Chiudi