Lara-Loire-sfondo

Romantico, lontano e disperato.

  11 giugno 2012

È un periodo spaventosamente affascinante, sono giorni in cui ogni libro che leggo diventa ogni volta lo scritto più bello che mi sia mai capitato per mano, e mi innamoro anche dei gesti e delle cose più grottesche, mi innamoro anche dei nemici, e dei pericoli, dell’avidità e di passioni sfrenate che mi sfiorano le guance in giornate senza vento. Settimane in cui ascolto dischi nuovi e mi piacciono tutti da morire, riascolto quelli vecchi e scopro note e arpeggi che mi sono sempre sfuggiti. Un periodo in cui amo da morire quello che scrivo, anche le frasi più insensate, giorni pazzeschi in cui accadono cose che non so e non voglio spiegare, perché non si spiegano e basta. E mi manca qualcosa. Amo da morire quello che mi manca. Ne custodisco il desiderio con raffinata follia e velenosa gelosia.

Lara Loire, che è un incanto, e un segreto, mi sta più vicina di quanto possa veramente dimostrare, mi ama anche lei, siamo segreti amanti perduti alla follia. Ci parlo, lei mi parla, ci tocchiamo, in nome di un promesso segreto, nel buio ci incontriamo e sognamo di unirci per sempre, sempre, come per colmare un vuoto, un abisso che rovina la mia anima e lacera la figura perfetta di ciò che mi manca. C’è stato anche un momento, uno e uno soltanto, prezioso, in cui in uno strano e romantico modo, un modo lontano e disperato, ci siamo appartenuti, e assaporati, assaggiati, morsi e graffiati. Le mie dita si son infilate nei suoi anelli nascosti, mentre lei sospirava il mio nome con fiato tenue e sensuale.
In uno strano e romantico modo, lontano e disperato, ci apparteniamo, nascosti dalla luce, dal mondo, e da ogni sguardo che non sia il nostro. Perché siamo soli.