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Storia e realtà, da MrGwyn a Tre volte all'alba.

  30 marzo 2012

Neanche finito di leggere MrGwyn ed ecco una nuova pubblicazione di Alessandro Baricco. Tra le pagine “del romanzo con le lampadine” avevo intuito che i conti non tornavano, che c’era qualcosa che, effettivamente, mancava. Come se Baricco non ce la volesse raccontare tutta. Proprio nel finale, pazzesco, c’era questo titolo che si ripeteva in continuazione, Tre volte all’alba. Una ripetizione ridondante che doveva chiarire questa mancanza che il lettore percepisce  sempre più pagina dopo pagina. Tre volte all’alba, che, stando alla storia narrata in MrGwyn, è il titolo di un libro scritto da uno scrittore “mascherato”. Un titolo che esiste nella storia ed ora, magicamente – marketing, ad essere precisi – è realtà. Un libro raccontato è ora un libro reale. Che tutti possono leggere.

Io ne parlo e ancora non ce l’ho tra le mani. E ho una voglia pazzesca di leggerlo. So già che mi piacerà da morire. Senza averne letta la trama so già di cosa parlerà: del gesto, stupendo, dello scrivere. Precisamente, del gesto di Alessandro Baricco.

Allora sollevò lo sguardo da quelle righe e capì che tutti i ritratti fatti da Jasper Gwyn sarebero rimasti nascosti, come lui aveva desiderato, ma due lo avrebbero fatto in modo singolare, girando per il mondo cuciti segretamente nelle pagine dei libri. Uno lo conosceva molto bene, ed era il suo. L’altro l’aveva appena riconosciuto ed era il ritratto che qualsiasi pittore prima o poi prova fare – quello a se stesso. Da lontano, le parve, si guardavano, una spanna sopra tutti gli altri. Adesso sì, pensò – adesso è come non avevo mai smesso di immaginarla. – MrGwyn, A. Baricco

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